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    Recensione “Lilim del Tramonto” di Bruno Tognolini

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    Dilki
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    Recensione “Lilim del Tramonto” di Bruno Tognolini

    Messaggio Da Dilki il Mar 8 Apr 2008 - 23:50

    Quando ho iniziato a leggerlo, ho pensato che era un altro buon esempio di libro per bambini adatto anche agli adulti, mi son dovuta ricredere e dire che è un libro per adulti adatto anche ai bambini… Mi è piaciuto tantissimo.

    Lele è un bambino di un futuro vicino, Lilim è una bambina della Palestina anno zero. Sono uniti da un gioco, il gioco che fa Lele al computer con l’aiuto di un prete giocarellone. Lilim è la protagonista del gioco. La storia inizia il 15 dicembre per concludersi il 10 di tevet, a Natale. Il libro delinea in modo semplice passato e futuro, li mescola e li ricompone con estrema verosimiglianza, è una miscela di giochi virtuali e paesaggi del presepe, di joystick e pietrine magiche, l’incontro di romani, ebrei, farisei, esseni, re magi, maghi, streghe, fate, sicari, adulti e bambini, magia e fede, è un inno alle filastrocche e ai salmi, ai giochi dei bambini innocenti e meno, alle barbi sempre presenti, ai trucchi dei bimbi straccioni usati come armi. Un libro dove la verità si cela dietro qualsiasi personaggio. Tutto legato a un unico evento virtuale, reale e storico, la nascita di un bambino che le profezie vogliono come il Messia. Quel bambino che Erode voleva eliminare e non era il solo a temerlo, quel bambino che altri vogliono proteggere, quel bambino che tutti attendono. Sappiamo tutti come va a finire la storia. Ma cosa ci fa la piccola Lilim, con un occhio chiaro e uno scuro, stracciona di strada, che fa giochi strani e dà da mangiare a Cane Cotto, un bambino che la segue ovunque, insieme a Zahel, un sicario crudele e preparato, che cerca una giovane incinta il cui marito fa il falegname? La verità è palese, ma la curiosità spinge a leggere il libro velocemente, seguendo i due lungo tutta la Palestina da sud a nord e viceversa, sulle strade sabbiose, il fiume Giordano, il lago di Tiberiade, Nazaret, Betelemme, con descrizioni semplici e suggestive, che descrivono un paesaggio tipico di Israele di oggi e di ieri (quando si visita Israele oggi, l’atmosfera è molto simile). Da metà libro si susseguono un insieme di battaglie a colpi di incantesimi, fionde, spade e preghiere. E la curiosità si fa forte: chi è Lilim? Che poteri ha? Qual è il suo compito? E Zahel? Per chi lavora? E Il re magio Gasparre? E ginnasti romani, i sacerdoti esseni? Perché tutti si agitano per un bambino, mettendo in subbuglio la Palestina, girando qua e là, facendo domane, battaglie di armi e parole?

    E nel futuro? Nel futuro Lele è preso da crash di sistema, caschi e guanti che lo gettano nella virtù reale, dalla sorellina che vuole giocare con lui, dalla mamma, separata,
    che non sopporta vederlo sempre al computer perso in chissà quali mondi, fino ad andare da una psicologa dell’Igene Virtuale, e da Padre Giuseppe, relegato dentro la sua chiesa, con la tosse sempre più forte, ma che vuole fare il suo gioco con il suo bellissimo presepe meccanico.

    Prete e bambino giocano lo stesso gioco, intralciati da una mamma preoccupata per il proprio figlio e un prete preoccupato per la reputazione della chiesa. Ma non c’è nessuna morale religiosa, c’è fede e speranza, giochi e vendette, morte e vita, buoni e cattivi, questi ultimi non sempre definiti.

    Una scrittura semplice, scorrevole, diretta e “pittorica”. A tratti mi ha anche commosso. Indubbiamente è un libro particolare, nel suo genere fantasy-storico, ma non posso non consigliarvelo, se vi piace leggere.

    Se volete potete dare un'occhiata qui http://www.geocities.com/tognolini/pale-pre.html
    Il libro è del 99, ora è in edizione tascabile Tea, a una decina d'euro. Sono poco più di 300 pagine.
    Buona lettura!

      La data/ora di oggi è Sab 25 Mar 2017 - 18:34